Prima del 1991, l’economia dell’Azerbaigian faceva parte di quella dell’Unione Sovietica, ed era tesa alla soodisfazione delle esigenze delle altre Repubbliche, nel rispetto del principio della cosidetta “Divisione del lavoro dell’Unione”. Il risultato di ciò è stato il dominio nell’economia di grandi imprese attive nell’industria dell’esplorazione e dell’estrazione del petrolio, nell’agribusiness (specialmente cotone, cereali, bestiame, frutta, tabacco e tè), e nel settore industriale (metallurgia, chimica, petrolchimica e servizi e macchinari per l’industria petrolifera). Ad esempio, Azerbaigian forniva circa il 70% dei macchinari per l’esplorazione e l’estrazione petrolifere, il 30% della frutta secca e il 20% dei combustibili fossili. Inoltre, gran parte della produzione industriale e agricola dell’Azerbaigian era esportata verso le altre repubbliche, sotto forma di materie prime, materie semi-lavorate e componenti, che risultava in un significativo sotto-utilizzo del potenziale economico azerbaigiano, ed in una situazione di estrema dipendenza.
Il collasso dell’Unione Sovietica ha avuto un impatto negativo sull’Azerbaigian. Il paese ha sofferto l’improvvisa separazione dai mercati sovietici ed il crollo della domanda. Questo problema è stato acuito dall’interruzione delle vie di trasporto che conducevano ai mercati tradizionali dell’Azerbaigian, dovuta alla guerriglia in Cecnia, alla guerra con Armenia per il Nagorno-Karabakh e ai bassi prezzi del petrolio.
L’economia ha attraversato un periodo di grave declino fino al 1995. Nel 1995, il Prodotto Interno Lordo (PIL) ha raggiunto il 42% circa del suo valore per il 1990. Praticamente tutti i settori dell’economia ne hanno risentito considerevolmente, con il settore agricolo che ha visto la produzione calare di quasi il 50% e la produzione del settore manifatturiero calare del 72% tra il 1990 ed il 1995. Il settore petrolifero e quello gas-estrattivo sono stati particolarmente colpiti: la produzione è calata da 13,8 a 9,2 milioni di tonnellate, dal 1987 al 1995, a causa della minoranza di nuovi investimenti e del depauperamento dei pozzi petroliferi esistenti.
La instabile situazione politica interna ha reso impossibile l’avvio di riforme economiche radicali. Dopo il ritorno in carica del presidente Heydar Aliyev nel giugno del 1993, la situazione politica interna si è stabilizzata, e nel maggio del 1994 si è giunti a un cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh. Il Governo ha adottato un programma economico sostenuto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca Mondeale, e ha iniziato a implementare riforme economiche a tutto campo. A partire dal 1995, sono stati implementati tre programmi del Governo tesi al raggiungimento della stabilità macroeconomica, di correttivi struttuali e della ripresa della crescita economica.
I risultati raggiunti dall’Azerbaigian in termini di stabilità macroeconomica e ripresa della crescita a partire dal 1995 sono stati definiti “notevoli” dalla Banca Mondiale e dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS). La responsabile gestione monetaria e fiscale, accompagnata da trend economici globali favorevoli, ha significativamente migliorato la situazione macroeconomica del paese. Riconoscendo l’importanza di questo risultato, il Fondo Monetario Internazionale ha approvato un Programma Triennale per la Riduzione della Povertà e per la Crescita Economica nel luglio del 2001. Un chiaro segnale del sostegno accordato alla politica delle riforme economiche adottata dal Governo. Questo accordo ha inviato agli investitori esteri un segnale forte dell’impegno del Governo verso le riforme strutturali.
Grazie alle politiche volte alla stabilizzazione, implementate a partire dal 1995, si è assistito a un recupero, iniziato nella seconda metà del 1996 e acceleratosi fino alla fine del 1998, risultante in un 5,8% di incremento del PIL reale nel 1997 e in un 10% nel 1998. La crescita ha poi subito un rallentamento nel 1999 (7,4%), dovuto al declino dell’attività economica globale e alla crisi che ha coinvolto Russia e Asia.
Anche l’eccessiva disponibilità di petrolio sul mercato mondiale ha avuto gravi effetti sull’economia azerbaigiana, nel 1999. L’aumento dei prezzi ha portato a una nuova accelerazione della crescita, che è stata dell’11,1% nel 2000, del 9,9% nel 2001, del 10,6% nel 2002, del 11.2% nel 2003 e del 10.2% nel 2004.
PIL dell’Azerbaigian
La drammatica iperinflazione che aveva caratterizzato il periodo 1991-1995 raggiungendo il 1660% nel 1994 è stata eliminata. L’inflazione è scesa al 3,6% nel 1997 ed è rimasta negativa per tutto il 1998 ed il 1999. L’inflazione è rimasta bassa nel 2000 (1,8%), nel 2001 (1,5%), nel 2002 (2,8%), nel 2003 (2,2%) e leggermente è aumentata nel 2004 dovuta all’impatto degli alti prezzi mondiali di petrolio all’economia domestica. Dopo un periodo di drammatico deprezzemento, le autorità sono rimaste determinate a mantenere stabile il tasso di cambio Dollaro USA-Manat. Il tasso di cambio annuo medio nel 2003 era di 4920.3 Manat per Dollaro USA. Considerevoli riserve di valuta estera crescono continuamente, grazie ai proventi dei progetti petroliferi e di gas. Pertanto, la situazione finanziaria è abbastanza stabile.
Alcuni dati macroeconomici
PIL nel 2004
- 8,521.8 milione USD
Crescita annuale
- 10.2%
PIL per capita per 1 gennaio 2005
- 1,041 USD
Crescita annuale
- 9.2%
Tasso di cambio in 2004
- 6.7%
Stipendio medio
- 98.38 USD
Crescita annuale
- 26.2%
Investimenti nell'Azerbaigian
- 4,924.4 milione USD
Crescita annuale
- 36.1%
Investimenti domestici
- 1,295.4 milione USD
Investimenti esteri
- 3,629 milione USD
Il disordine economico che ha caratterizzato la prima fase dell’indipendenza ha causato drammatici cambiamenti nell’origine del PIL. Il settore industriale, nel 1991 era responsabile 23,6% del PIL, ma tale percentuale è salita al 38% nel 2004, sopratutto grazie al settore petrolifero. Si è assistito anche a una crescita delle dimensioni dei settori di servizio, tutti influenzati positivamente dal boom dell’industria petrolifera. Per contro, l’agricoltura costituica il 11% nel 2004, sebbene il settore rimanga ancora oggi quello che impiega più persone. Complessivamente, il risanamento del PIL è stato dovuto principalemte al settore petrolifero, vera forza trainante dell’economia nazionale.
PIL dell’Azerbaigian per i settori di economia
Per porre un rimedio al calo della produzione petrolifera iniziato a partire dal 1987, il Governo ha adottato una politica liberale per attrarre investimenti esteri nei settori petrolifero e di gas. Nel 20 settembre del 1994, la compagina petrolifera di stato la SOCAR, ha sottoscritto un Accordo di Production Sharing (PSA) trentennale, battezzato “il contratto del secolo”, con un consorzio internazionale di compagnie petrolifere, Azerbaijan International Operating Company (AIOC) per lo sviluppo di pozzi offshore nel Mar Caspio. A partire dal 1994, il parlamento azerbaigiano ha ratificato un totale di 23 PSA, in grado di produrre investimenti fino a 50 miliardi di Dollari USA. Si prevede che la produzione petrolifera raggiungerà i 50 milioni di tonellate nel 2011. I PSA offrono una struttra stabile per gli invstimenti esteri nei settori dell’economia collegati al petrolio e al gas. È stato attivato un Fondo Petrolifero di Stato per assicurare l’effettiva gestione dei provenienti del petrolio e per finanziare i progetti relativi ai settori non-petroliferi.
Grazie all’abbondanza di risorse naturali e alla recente stabilità politica del paese, Azerbaigian ha il terzo più alto aflusso complessivo di investimenti diretti esteri (IDE) in termini di valore, tra i tutti i paesi della CSI. Se rapportato alla sua popolazione, alle sue dimensioni e al suo PIL, Azerbaigian ha di gran lunga superato molti paesi della regione in termini di capacità di attrazione di IDE. Dopo la firma del “contratto del secolo” nel settore petrolifero nel 1994, Azerbaigian ha iniziato a veder crescere considerovolmente l’aflusso di IDE. La conclusione di diversi altri PSA ha avuto come risultato ulteriori investimenti. I flussi di IDE hanno raggiunto il picco nel 2004 al 3.62 miliardi di Dollari USA con la crescita annua del 32%. I flussi di IDE tra il 1994 al 2004 si sono sviluppati come nella seguente tabella:
IDE nell’Azerbaigian
Stati Uniti, Gran Bretagna e Turchia sono i tre principali paesi di provenienza degli investimenti in Azerbaigian. AIOC, un consorzio guidato dalla “bp” è in testa alla lista di investitori. IDE fori del settore di petrolio e di gas attualmente nei settori di edilizia, servizio, trasporto, telecomuniazioni e manifattura.
Il "gioiello nella corona" dell'economia è l'oleodotto Baky-Tbilisi-Ceyhan che collega i giacimenti petroliferi nel Mar Caspio con il porto turco nel Mediterraneo. Ciò è proiettato per prendere il grezzo dall’ACG (Azeri, Chirag, Progetto Guneshli), il progetto gestito da “bp”. L’oliodotto diventerà operativo nella metà del 2005 con capacità di trasporto oltre di 1 milione barili al giorno. Azerbaigian ha adottato la politica di costruzione di una rete di oliodotti e gasdotti dalla regione per promuovere la cooperazione ed il commercio internazionali. Comincia dall'anno 2006 i progetti di gas e di petrolio porteranno notevole afflusso di contanti nel paese.
La previsione di sviluppo del PIL per i prossimi anni osserva ancora più luminosa. Come illustrato, il PIL si pensa che quasi si raddoppi durante i seguenti quattro anni:
Previsione del PIL
Azerbaigian sta espandendo costantemente anche il commercio internazionale (veda la tabella sotto). Ciò è prnicipalmente dovuto due fattori: esportazione di crescenti volumi dei prodotti petroliferi azerbaigiani e espansione del mercato interno che ha provocato nell’aumento di importazione di attrezzature per produzione e di beni di consumo nel paese. Al momento UE, specialmente Italia è la destinazione principale dell'esportazione per Azerbaigian, Russia ed i paesi CIS rimangono la principale fonte di importazione.
Commercio estero dell’Azerbaigian
Il contributo del settore privato al PIL ha raggiunto nel 2004, il 74%, a fronte del 15% del 1991, il più alto dall’inizio degli anni novanta. Ciò è il risultato di parecchie fasi di privatizzazione della proprietà di stato.
Quota del settore privato nel PIL dell’Azerbaigian
Tuttavia, un certo numero di industrie chiave sono ancora controllate da stato. Molti di loro sono ora "aperte a privatizzazione" dal decreto presidenziale che genera le notevoli occasioni di investimento. Il governo usa parecchi metodi di privatizzazione tra i quali il più popolare sia l'aquisizione da un "investitore strategico" o via "gara di investimento". Il governo inoltre usa il sistema del "contratto di gestione" per il trasferimento delle imprese statali nelle mani privati. Per esempio, le reti di distribuzione di elettricità di Baky e di alcune regioni (per 25 anni) così come l'industria producente minima sono state trasferite nella gestione delle aziende private straniere.
Il sistema bancario commerciale dell'Azerbaigian consiste di 46 banche (principalmente riservate, alcuni con partecipazione di capitale estero) con dominazione della Banca Internazionale dell'Azerbaigian (IBA), la banca più forte nella regione. Il settore sta sviluppandosi ad una velocità molto alta. I depositi totali della banca si sono sviluppati più di mezzo soltanto nel 2004. La vasta gamma di servizi finanziari è disponibile ed un regime liberale di scambio con l’estero è applicato.
Il mercato di titoli ha cominciato svilupparsi ragionevolmente recentemente nell'Azerbaigian. Gli Stdandard della Contabilità dell’Azerbaigian (ASS) introdotti dai cambiamenti recenti nella legislazione hanno somiglianze notevoli agli Standard Internazionali di Contabilità (IAS) benchè inoltre contengano le specifiche caratteristiche nazionali.
È necessario ancora una volta da dare rilievo a quello che il Governo azerbaigiano persegue costantemente la politica della stimolazione di sviluppo economico e di ottenimento di continuo e sostenibile sviluppo basato sui principi di liberalismo e di libero mercato.